• elda

STRADE

Decidi che oggi hai bisogno di spazio e vuoi vedere il lago. La maggior parte degli accessi sono stati bloccati e quei pochi rimasti sono così gremiti da farti passare la voglia di fermarti. Procedi e finisci fuori città. Eri abituata a pedalare al centro, dove da settimane il traffico è calato, oppure sui viottoli tra le colline, e quando ti ritrovi sulla litoranea la quantità improvvisa di veicoli ti spaventa. Vengono sputati fuori dal nulla: un attimo prima non c'erano e un attimo dopo te li ritrovi accanto che rombano frenetici e famelici. Passi palazzine luccicanti che offrono soluzioni di interior design e giardinaggio. A sinistra le auto, a destra i muri delle ville. Qui il virus non c'è. Ci sono solo i guidatori di Porsche e gli operai con i loro furgoncini. Manca l'immobilità surreale alla quale ti eri abituata. I praticelli pubblici che si affacciano sull'acqua sono minuscoli e fatichi a trovarne uno adatto. Ma tu hai talmente tanta voglia che prosegui. Non appena puoi ti fermi davanti al lago e lo respiri seduta su un muretto. Qui, fuori da Zurigo, dove le differenze sono più concrete e reali, c'è il passato e potrebbe esserci anche il futuro. L'illusione di un mondo più uguale scivola via e si perde nell'azzurro. Al ritorno i SUV ti tallonano: il ritmo va mantenuto e rallentare non si può, non si deve. Perché loro devono viaggiare veloci, nel loro spazio. Tu sei solo un ospite. Era così prima, è così ora e dev'essere così domani.

8 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

PERCEZIONI

È quando si ritira che la nebbia diventa pericolosa. Mentre ci avvolge siamo immobili e non succede nulla. Se inizia ad alzarsi, invece, corriamo fuori e andiamo a sbattere. Nelle cose e nelle persone