OPERE INEDITE

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Ernst

Ghiaccio

 

Racconto lampo

Uno sguardo

L’ho incrociata una mattina sul piazzale della scuola. Mi veniva incontro su un monopattino rosa, un po’ piccolo per lei. Portava jeans attillati, una maglia nera e scarpe da ginnastica. Attorno a lei i bambini correvano, gridavano e si spingevano con le loro cartelle colorate. Lei procedeva tranquilla, da sola. Avrà avuto dieci o undici anni. I capelli lunghi e ricci le cadevano ribelli sulle spalle. L’anno prima la vedevo spesso accompagnare la sorellina all’asilo. Era molto dolce e materna, con lei. Quest’anno era la prima volta che la incontravo dopo le vacanze estive. Era cambiata. Era più grande. Sul volto aveva un’espressione nuova. C’era del disincanto e dell’amarezza in lei, ma soprattutto c’ero lo sguardo di sfida di chi ha già perso in partenza. Mi passò accanto senza guardarmi. Io ero solo una delle tante mamme.
Racconto lampo
Ti ho visto in TV
Ti ho visto in TV. Eri seduto fra i banchi dei municipali. Grasso, anche se al giorno d’oggi non si può dire, non è politicamente corretto. Eppure tu eri così: grasso, con il viso gonfio, il collo taurino e quell’espressione semi divertita, semi conscia, con un brillio satirico negli occhi. Dormivi tra quei banchi eppure eri vigile. Abbarbicato in mezzo agli altri, come un enorme ragno in attesa della preda, pronto a ingoiare. Eri intrappolato dentro il tuo corpo, accomodato su te stesso. Fiero di ciò che avevi raggiunto: un posto a sedere. Un’altra vita spesa a rincorrere soldi, potere. Le solite cose. Poteva essere diverso. Tu lo sai. Ma hai lasciato che fosse l’appetito a guidarti. Morirai mangiando, probabilmente uguale a tuo padre, a tuo nonno. 
Racconto lampo
La nuova Beatrice
Oh creatura, incantevole creatura, cosa ti rende tanto speciale? Di certo non le gambe sghimbesce, i denti ritorti né la polpa straripante. No: ciò che ti fa apparire meravigliosa, e anche buona, affidabile e generosa, è il tuo sorriso. Lo rivolgi a uomini, donne, vecchi, bambini e poi, perché no?, anche a cani, gatti, muri, soffitti e suppellettili varie. È il tuo passe-partout per una vita di successo. Ti fa mentire in modo dolce e amabile e rende ogni tua prevaricazione leggera come lo zucchero filato. Tenero, gommoso, inconsistente marshmallow, mi sei venuta proprio bene. Aspetta solo che estenda la paresi a tutto il viso… e ne vedremo delle belle! Con amore, il tuo chirurgo plastico. 
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Racconto lampo
L'uomo moderno
Tutti cercano e nessuno trova. Tutti vogliono e nessuno dà. Solo, tra la folla dei richiedenti, mi sento uguale a loro ma anche fottutamente diverso. È l’idea di individualità che me lo fa credere. Penso di essere libero, socialmente mobile, potenzialmente soddisfatto, costantemente in divenire. Il problema è che non divento mai nulla. Resto sempre e solo me stesso. Vagando mi invischio, liberandomi mi incastro, emergendo mi intrappolo. E allora posto, chatto, mi sdoppio, carico, commento e presenzio anelando a un’ubiquità che mi sfugge. Per fortuna esiste la libertà per l’uomo moderno. Altrimenti non saprei proprio che fare.