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LA BELLEZZA

Sali aggrappandoti alle rocce, a volte all'erba. La testa ti gira. Fai dei passi che sono scalate. Il cuore batte all'impazzata e tu sai che in teoria non ce la faresti più, ma sopra di te c'è ancora un pezzo di montagna e non hai scelta. Attraversi una roccia bucata su una scala di ferro umida e scivolosa. Ci sono le mamme stambecco con i loro cuccioli e ti fermi incantata a guardarli. Vorresti sederti e non muoverti più. I piccoli giocano fra di loro sopra l'abisso. Tu devi continuare. Quando arrivi in cima ti accorgi che quella non è la vera cima e che c'è ancora un pezzo da fare. Sei ambiziosa e al rallentatore guidi il tuo corpo lungo le poche centinaia di metri rimanenti. Lassù non c'è solo la gioia di avercela fatta, ma anche un mondo di colori irreali che ti circonda. Ti fondi con essi e non hai bisogno di nient'altro. Basta quella bellezza.

Quando torni a casa in auto (come non facevi da lungo tempo) e osservi i ciclisti - gli uomini in giacca e cravatta, le donne con i sandali, i papà con i bambini seduti nel vano cargo - che allegramente ti circondano con i loro mezzi gialli, blu e rossi, senti che c'è speranza. E che quella è la tua città e che non puoi far altro che amarla.

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