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​​Scribo ergo sum

è nato da 

lego ergo sum.

La mia fissazione con la scrittura è figlia dell'amore per la lettura. Da ragazzina, mentre sognavo che da grande avrei fatto la maestra o la disegnatrice di stoffe (io che con matite e pennelli non ho mai saputo cimentarmi!), trascorrevo le mie ore solitarie con i libri, quelli che possedevo e che leggevo e rileggevo all'infinito, e quelli che mia madre portava a casa dalla biblioteca.

 

Mi ricordo di un volume illustrato sugli animali che mostrava il disegno di una tana di marmotte. L'ho osservato e rimirato così tante volte che ancora lo ricordo in modo vivido. La tana era suddivisa in gallerie e ambienti che fungevano da dispensa, da camera da letto o da palestra da gioco. Mi divertivo a immaginare come fosse vivere sottoterra in quei cunicoli e meandri dalle forme armoniose e naturali.

Avevo un altro libro ancora, di racconti, e uno di essi parlava di un bambino che amava le caramelle al latte. Non so assolutamente più nulla della sua storia, ma il sapore immaginato delle caramelle al latte (che non avevo mai provato) rimarrà per sempre sulla punta della mia lingua. 

​È il potere assoluto dell'immaginazione che rende tanto affascinante la parola scritta. La storia è una, quella dell'autore. Ma la stessa storia è anche quella di ogni singolo lettore, che nella sua testa la ricrea e la reinventa. 

"Ciò che ami davvero rimane."

Ezra Pound

 

 



 

© 2020 by Elda Pianezzi

eldalidia.pianezzi@gmail.com